Casella di testo: L’Haggadà illustrata pubblicata a Trieste nel 1864 dalla tipografia di Iona Coen, edita da Avraham Hai Morpurgo ed illustrata da C. Kirchmayr, realizzatore delle 58 splendide incisioni che adornano quasi tutte le pagine, è considerata una pietra miliare nella storia delle Haggadot. 
Essa è differente nel formato e nei disegni rispetto a tutte quelle che l’hanno preceduta e che si limitavano ad una riproposizione pedissequa di incisioni su legno ideate originariamente a metà del ‘500. Nella Haggadà di Trieste le incisioni del Kirchmayr restano legate ai temi del passato ma esprimono una freschezza ed una attualità fino ad allora sconosciute. 
Lo Yerushalmi, autore di una monumentale storia delle Haggadot stampate, fa notare l’immagine della famiglia riunita per il Seder, immancabile in ogni Haggadà: ebbene in questa Haggadà non c’è più l’anacronistica rappresentazione delle vecchie Haggadot ma si riconosce quasi una fotografia di una intera famiglia borghese italiana della metà del ‘800, con gli abiti di moda del momento e con una dettagliata e vivida rappresentazione delle fisionomie e del carattere delle singole persone. Ma ogni tavola merita una attenta osservazione. Nel Mosè salvato dalle acque l’introduzione nel disegno di Miriam bambina, premurosamente attenta alle sorti del fratellino, non può che far immedesimare ogni donna e soprattutto ogni bambina seduta al tavolo del Seder nella grande profetessa. Che dire poi della splendida immagine classica della Gerusalemme immaginaria della redenzione, conservata e proposta nella Haggadà anche se è presente una realistica incisione di “Gerusalemme moderna”, ispirata forse alle tavole del Roberts che cominciavano a circolare in Europa?
Haggadot di questo tipo sono ormai quasi sparite dai tavoli del Seder per arricchire le raccolte di fortunati collezionisti.
Per questo abbiamo voluto riproporre al lettore italiano una Haggadà moderna, composta in carattere Koren, tradotta in un italiano scorrevole, completata con le indicazioni per lo svolgimento del Seder,  illustrata con una ampia selezione delle tavole del Kirchmayr. 
Molti potranno ritrovarvi sensazioni dei Sedarim dell’infanzia, tutti potranno quasi vedere i nostri padri più recenti che vivevano nel 1864, nei ghetti italiani ancora chiusi, nell’illusione di una emancipazione che si sarebbe invece rivelata lontanissima e foriera di ulteriori lutti e tragedie. 

Questa Haggadà è disponibile già stampata e rilegata sul sito www.lulu.com/torahit